Artrosi

L’ Artrosi è una malattia che colpisce le ossa e le articolazioni. È una delle cause più comuni di dolore nelle persone oltre i cinquant’anni d’età. La colonna vertebrale, l’anca, il ginocchio, le dita delle mani e dei piedi sono le articolazioni maggiormente colpite. Se vengono interessate invece le vertebre del collo si parla di artrosi cervicale, uno dei disturbi reumatici più diffusi.

Sintomi

Il sintomo principale è il dolore che aumenta con il movimento e si riduce con il riposo. Con il progredire della malattia il dolore compare anche a riposo con sensazione di rigidità mattutina al risveglio. Le articolazioni più sottoposte ad usura, come la colonna vertebrale, l’anca, il ginocchio, le dita delle mani e dei piedi sono quelle maggiormente interessate. Nel caso delle vertebre del collo si parla di artrosi cervicale, uno dei disturbi più diffusi del mondo occidentale. Con il passare del tempo possono comparire deformazioni alle mani e alle altre articolazioni che alla lunga possono compromettere la normale deambulazione e l’espletamento dei normali atti quotidiani.

Dopo il cetriolo, ecco il fungo killer!

Dopo il cetriolo killer, il batterio killer, il suino killer ora è la volta del fungo killer. Resistente a qualsiasi trattamento, al momento attuale questo particolare tipo di fungo, La Candida Auris, è in grado di resistere agli antimicotici. Questa resistenza probabilmente deriva dall’uso massiccio di antibiotici e antifungini utilizzati in campo umano, negli animali da allevamento e nell’agricoltura intensiva.
La Candida Auris rappresenta un problema per le persone con un sistema immunitario compromesso, nei fumatori, nei neonati, nei diabetici. In questi soggetti il fungo è in grado di diffondersi e dare delle candidosi diffuse a tutto l’organismo infettando il sangue, l’apparato neurologico, i reni, il fegato, le ossa. Quasi la metà dei pazienti che hanno contratto la Candida auris muore entro 90 giorni.

La pasta? A colazione, pranzo e cena!

Un recente studio pubblicato sul Lancet, una delle riviste più prestigiose di medicina, ha dimostrato che la pasta anche la sera fa bene e non fa ingrassare. In Italia solo un piatto di spaghetti su tre viene consumato a cena, questo perché si è sempre comunemente pensato che mangiare la pasta di sera fa ingrassare e potrebbe alterare il nostro sonno. Questo studio del Brigham and Women Hospital di Boston dimostra invece che lo spaghetto fa bene alla salute, rilassa in condizioni di stress, aiuta ad addormentarsi e non fa neanche aumentare il nostro peso rispetto ad altri cibi considerati comunemente più “dietetici”. La pasta inoltre risolve qualche disturbo tipico della sindrome premestruale, stimola la sintesi di insulina che a sua volta aumenta l’assorbimento di triptofano. Questa sostanza, coinvolta nei meccanismi che regolano l’umore e il ritmo sonno-veglia, agisce positivamente sul nostro umore. La digestione della pasta inoltre avviene già nella bocca, la saliva infatti la rende più digeribile e facilmente assimilabile nelle fasi precoci dell’assorbimento. Questo agisce sul senso di sazietà riducendo il senso di fame e il bisogno di introdurre nuovo cibo.

Pressione del sangue

La Pressione del sangue misura l’intensità della pressione che il cuore produce per la circolazione sanguigna. Innanzitutto la singola determinazione della pressione non significa nulla. Trovare la pressione alta in un momento in cui si è agitati o si è fatto uno sforzo o per mille altri motivi non ha nessuna importanza dal punto di vista medico. Si può parlare di pressione alta solo quando più volte, in diversi orari, in giorni diversi la pressione risulta al di sopra dei valori normali. Il valore della pressione esprime la pressione sistolica (massima) e la diastolica (minima). In realtà quella che è più importante per il medico è la pressione minima, la diastolica. La pressione massima con l’età e con il progressivo indurimento delle arterie fisiologicamente diventa più alta.
Nella maggior parte dei casi la pressione aumenta per cause idiopatiche, un termine molto amato dai medici che significa che non si sa quali siano le cause. In alcuni casi invece è dato da abitudini alimentari non corrette e non si esercita attività fisica regolarmente.

Sintomi

La pressione alta di per sè non dà sintomi evidenti. A volte può esordire con mal di testa, epistassi (sangue dal naso) e sintomi generici. Il problema sono i danni che nel tempo si determinano nel nostro organismo: infarto del cuore, ictus cerebrale, danni renali.

E’ facile smettere di fumare. Io, ho smesso un sacco di volte.

Parafrasando Italo Svevo, si, è facile smettere di fumare, il problema è farlo per sempre. C’è ancora bisogno di parlare dei danni provocati dalle sigarette? Di solito si associa il fumo ai tumori polmonari ma le sigarette creano problemi praticamente a tutto il nostro organismo. Oltre al polmone il fumo crea danni al cuore (infarto e trombosi), al cervello (ictus) e a tutto l’apparato cardiovascolare. Più è alto il numero di sigarette fumate durante il giorno tanto maggiore è la difficoltà a smettere completamente.

Qualche consiglio:

Stabilire un giorno per smettere, possibilmente in un periodo di scarso stress emotivo, una vacanza sarebbe l’ideale.

Smettere di colpo. La riduzione progressiva del fumo non funziona un granchè, niente ripensamenti.

Eliminare ogni abitudine collegata alla sigaretta. Vi siete sempre fumati una sigaretta dopo il caffè? Eliminate il caffè! Cambiate le vostri abitudini!

Eliminate tutti gli oggetti collegati in qualche modo al fumo. Fate sparire i portacenere, i vecchi pacchetti, etc.

Attività fisica! Stimola il cuore, i muscoli e le arterie e contrasta i piccoli aumenti di peso spesso presenti dopo l’astensione dal fumo.

In qualunque momento della vita, anche nel soggetto anziano, lo smettere di fumare porta a un guadagno significativo in termini di sopravvivenza.

Per alleviare i sintomi da astinenza potrebbe essere utile usare farmaci come il Champix, cerotti, spray a base di nicotina. Ma, diciamoci la verità, senza una forte forza di volontà non si riesce a smettere. Questo però non significa che è impossibile, è difficile ma realizzabile, provateci!

Omocisteina

L’Omocisteina è un aminoacido presente in piccole quantità nel nostro organismo e che rappresenta, se alta, un fattore di rischio di aterosclerosi, ictus ed infarto del miocardio. In alcuni casi l’omocisteina è presente in malattie ereditarie come la mutazione MTHFR e l’omocistinuria. A volte derivante invece da abitudini di vita errati: fumatori, soggetti con carenze di acido folico e vitamina b12, abuso di alcol, ridotta attività fisica.

Sintomi


L’omocisteina non dà sintomi particolari se non quelli derivanti dalle patologie di cui è responsabile. L’omocisteina è stata inserita infatti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità tra i più importanti fattori di rischio per quanto riguarda le malattie cardiache (infarto miocardico), cerebrali (ictus) e vascolari periferici (trombosi e embolie). In caso di procreazione assistita e in gravidanza andrebbe eseguita in caso di poliabortività e nei casi in cui vi sono alterazioni del MTHFR.

Bevuto troppo? Cos’è la CDT?

Andare in macchina dopo aver bevuto alcol è diventato ormai un rischio troppo elevato per chi ha bisogno quotidianamente della macchina. Una prova al palloncino positiva per alcol da parte di un tutore dell’ordine significa restare senza patente per mesi. Questo nella migliore ipotesi, ma se si è coinvolti in un incidente stradale, la cosa si complica ulteriormente.

Il test ematico della CDT (Transferrina Desialata o transferrina carente di carboidrati) è un esame che viene utilizzato per il controllo del consumo di alcol in seguito ad una sospensione della patente. Viene richiesta inoltre anche per il rilascio del porto d’armi e per il monitoraggio dell’astinenza da alcol in soggetti in trattamento terapeutico. Oltre al CDT possono essere richieste anche altre analisi di laboratorio per il controllo epatico, il fegato è infatti l’organo più colpito in caso di abuso di alcol. In questo caso di solito vengono richieste le transaminasi e la gamma-GT.

L’aumento della CDT può persistere dai 15 ai 30 giorni dopo assunzione di alcol.

Quantiferon Tb Gold

Il Quantiferon TB Gold viene utilizzato per la diagnosi dell’infezione da Mycobacterium Tuberculosis, il batterio responsabile della tubercolosi. Questa malattia infettiva e contagiosa colpisce i polmoni e le ossa ma può estendersi anche ad altri distretti dell’organismo: reni e apparato urinario, linfonodi, apparato circolatorio, cervello e cute.

La determinazione del Quantiferon, da effettuare su un normale prelievo di sangue, è indicata nei soggetti potenzialmente infetti e in fase di tubercolosi attiva.

Sintomi

I sintomi della tubercolosi variano a seconda degli organi interessati e quindi sintomi polmonari (tosse secca e persistente), urinari (cistiti resistenti ai normali antibiotici), cardiaci, aumento dei linfonodi. La tubercolosi si trasmette attraverso goccioline di saliva, colpi di tosse, starnuti.

Zona Test (OXI-Test Rapporto Omega 6 e 3)

Il Zona test valuta il rapporto tra tra gli acidi grassi Omega-6 e Omega-3 dando un indice generico di benessere dell’organismo. Questo rapporto infatti può essere considerato un esame di base nella prevenzione di malattie degenerative e del cuore.

I radicali liberi sono sostanze prodotte dall’organismo che agendo contro le nostre stesse cellule determinano il cosiddetto stress ossidativo. Il fumo, la dieta non corretta, il consumo di alcolici senza un’adeguata attività fisica provoca un aumento dello stress ossidativo provocando invecchiamento, stanchezza, malattie, tumori. L’unica nostra difesa contro questi agenti nocivi è l’introduzione di agenti antiossidanti. La vitamina A, la vitamina C e la vitamina E, composti chiamati polifenoli, contenuti in frutta e verdura, possono agire da antiossidanti e determinare un corretto rapporto tra gli acidi grassi.

Tra queste due famiglie di acidi grassi deve esistere infatti un equilibrio che si è rivelato fondamentale in molte patologie:

  • Patologie del cuore: diminuzione dei trigliceridi e quindi azione anti-arteriosclerosi riducendo il rischio di trombosi
  • Patologie tumorali in genere
  • Patologie infiammatorie: gli Omega-3 presentano attività antiinfiammatoria
  • Malattie del sistema nervoso: azione protettiva del Omega-3 e 6 in diverse malattie neurologiche come l’Alzheimer e la depressione

Il dolore

Il Dolore è una sensazione spiacevole in risposta ad un danno tissutale. Questa sensazione viene trasmessa dalla parte danneggiata al sistema nervoso centrale. Il dolore è fisiologico se funziona come un segnale d’allarme di un danno, patologico se si automantiene prendendo le caratteristiche di una vera e propria malattia.

Sintomi

Il dolore può essere classificato a seconda della sintomatologia come:

puntorio, se localizzato in una parte ristretta

bruciante, se la sensazione è quella di una scottatura

pruriginoso, se accompagnato da prurito più o meno evidente

a sbarra, spesso descritto “a cintura” tipico delle pancreatiti

compressivo, dolore in sede cardiaca tipico dell’infarto del cuore

A seconda della classificazione fisiopatologica si distingue:

Dolore nocicettivo (dato da lesioni termiche o chimiche) che a sua volta può essere suddiviso in dolore somatico (superficiale) o viscerale (se a carico delle strutture profonde)

Dolore non nocicettivo: neuropatico e misto, dolore al seno, dolore alla schiena, alla spalla, mal di schiena, dolore al petto, allo stomaco, dolore al ginocchio.

Dolore psicogeno: se non sono riscontrabili cause evidenti.

Il dolore inoltre può essere distinto a seconda della durata: transitorio, acuto, recidivante, persistente e cronico.