Pressione del sangue

La Pressione del sangue misura l’intensità della pressione che il cuore produce per la circolazione sanguigna. Innanzitutto la singola determinazione della pressione non significa nulla. Trovare la pressione alta in un momento in cui si è agitati o si è fatto uno sforzo o per mille altri motivi non ha nessuna importanza dal punto di vista medico. Si può parlare di pressione alta solo quando più volte, in diversi orari, in giorni diversi la pressione risulta al di sopra dei valori normali. Il valore della pressione esprime la pressione sistolica (massima) e la diastolica (minima). In realtà quella che è più importante per il medico è la pressione minima, la diastolica. La pressione massima con l’età e con il progressivo indurimento delle arterie fisiologicamente diventa più alta.
Nella maggior parte dei casi la pressione aumenta per cause idiopatiche, un termine molto amato dai medici che significa che non si sa quali siano le cause. In alcuni casi invece è dato da abitudini alimentari non corrette e non si esercita attività fisica regolarmente.

Sintomi

La pressione alta di per sè non dà sintomi evidenti. A volte può esordire con mal di testa, epistassi (sangue dal naso) e sintomi generici. Il problema sono i danni che nel tempo si determinano nel nostro organismo: infarto del cuore, ictus cerebrale, danni renali.

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E’ facile smettere di fumare. Io, ho smesso un sacco di volte.

Parafrasando Italo Svevo, si, è facile smettere di fumare, il problema è farlo per sempre. C’è ancora bisogno di parlare dei danni provocati dalle sigarette? Di solito si associa il fumo ai tumori polmonari ma le sigarette creano problemi praticamente a tutto il nostro organismo. Oltre al polmone il fumo crea danni al cuore (infarto e trombosi), al cervello (ictus) e a tutto l’apparato cardiovascolare. Più è alto il numero di sigarette fumate durante il giorno tanto maggiore è la difficoltà a smettere completamente.

Qualche consiglio:

Stabilire un giorno per smettere, possibilmente in un periodo di scarso stress emotivo, una vacanza sarebbe l’ideale.

Smettere di colpo. La riduzione progressiva del fumo non funziona un granchè, niente ripensamenti.

Eliminare ogni abitudine collegata alla sigaretta. Vi siete sempre fumati una sigaretta dopo il caffè? Eliminate il caffè! Cambiate le vostri abitudini!

Eliminate tutti gli oggetti collegati in qualche modo al fumo. Fate sparire i portacenere, i vecchi pacchetti, etc.

Attività fisica! Stimola il cuore, i muscoli e le arterie e contrasta i piccoli aumenti di peso spesso presenti dopo l’astensione dal fumo.

In qualunque momento della vita, anche nel soggetto anziano, lo smettere di fumare porta a un guadagno significativo in termini di sopravvivenza.

Per alleviare i sintomi da astinenza potrebbe essere utile usare farmaci come il Champix, cerotti, spray a base di nicotina. Ma, diciamoci la verità, senza una forte forza di volontà non si riesce a smettere. Questo però non significa che è impossibile, è difficile ma realizzabile, provateci!

Omocisteina

L’Omocisteina è un aminoacido presente in piccole quantità nel nostro organismo e che rappresenta, se alta, un fattore di rischio di aterosclerosi, ictus ed infarto del miocardio. In alcuni casi l’omocisteina è presente in malattie ereditarie come la mutazione MTHFR e l’omocistinuria. A volte derivante invece da abitudini di vita errati: fumatori, soggetti con carenze di acido folico e vitamina b12, abuso di alcol, ridotta attività fisica.

Sintomi


L’omocisteina non dà sintomi particolari se non quelli derivanti dalle patologie di cui è responsabile. L’omocisteina è stata inserita infatti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità tra i più importanti fattori di rischio per quanto riguarda le malattie cardiache (infarto miocardico), cerebrali (ictus) e vascolari periferici (trombosi e embolie). In caso di procreazione assistita e in gravidanza andrebbe eseguita in caso di poliabortività e nei casi in cui vi sono alterazioni del MTHFR.

Il dolore

Il Dolore è una sensazione spiacevole in risposta ad un danno tissutale. Questa sensazione viene trasmessa dalla parte danneggiata al sistema nervoso centrale. Il dolore è fisiologico se funziona come un segnale d’allarme di un danno, patologico se si automantiene prendendo le caratteristiche di una vera e propria malattia.

Sintomi

Il dolore può essere classificato a seconda della sintomatologia come:

puntorio, se localizzato in una parte ristretta

bruciante, se la sensazione è quella di una scottatura

pruriginoso, se accompagnato da prurito più o meno evidente

a sbarra, spesso descritto “a cintura” tipico delle pancreatiti

compressivo, dolore in sede cardiaca tipico dell’infarto del cuore

A seconda della classificazione fisiopatologica si distingue:

Dolore nocicettivo (dato da lesioni termiche o chimiche) che a sua volta può essere suddiviso in dolore somatico (superficiale) o viscerale (se a carico delle strutture profonde)

Dolore non nocicettivo: neuropatico e misto, dolore al seno, dolore alla schiena, alla spalla, mal di schiena, dolore al petto, allo stomaco, dolore al ginocchio.

Dolore psicogeno: se non sono riscontrabili cause evidenti.

Il dolore inoltre può essere distinto a seconda della durata: transitorio, acuto, recidivante, persistente e cronico.

Dolore al cuore

Chi di voi sentendo un dolore localizzato al petto non ha pensato subito a un infarto? In realtà dolori localizzati nella parte anteriore del torace possono derivare da molteplici cause non riconducibili al cuore:

Dolori polmonari, esofago (reflusso gastroesofageo), dolori muscolari o articolari delle costole, tendini, nervi.

E’ un sintomo abbastanza comune che sicuramente però non va sottovalutato se sono presenti livelli elevati di Colesterolo, Trigliceridi o di Glicemia. Tutti fattori che se accompagnati da scarso esercizio fisico, fumo di sigaretta e pressione alta possono contribuire all’instaurarsi di una condizione di arteriosclerosi responsabile delle occlusioni delle arterie coronariche, le arterie che portano il sangue al cuore.

Il dolore tipico di un infarto e’ caratterizzato da un senso di forte pressione o di costrizione, dura per più di 15 minuti, si irradia al braccio sinistro, alla schiena e spesso è accompagnato da dispnea (mancanza di fiato), nausea, sudorazione e senso di morte imminente. In questo caso un ECG può dirimere il dubbio, ma va effettuato rapidamente, quindi, nel dubbio, chiamate il 118!

Grassi nel sangue

Spesso sono quelli che ci piacciono di più nella nostra dieta. Come fare a dire di no a una carbonara, fritti misti, salsicce e così via? Purtroppo però, insieme agli zuccheri sono quelli che creano maggior danni al nostro organismo. Sono i maggior responsabili dell’arteriosclerosi, un accumulo di grassi sulle nostre arterie che, alla lunga, tapperanno tutti i nostri “tubi” di trasporto del sangue, principalmente le arterie. Se si tratta delle arterie che portano sangue al cuore si potrà avere un infarto del miocardio, se quelle del cervello, un ictus cerebrale. Quali grassi si dosano nel sangue? Principalmente colesterolo e trigliceridi ma, se si vuole fare un check-completo, conviene aggiungere il colesterolo HDL, quella quota di colesterolo “buono” che contribuisce a proteggere le nostre arterie. L’HDL aumenta con l’introduzione di grassi vegetali, principalmente olio di oliva extravergine. Volete friggervi due friarelli? Farvi una bella frittura di pesce? Fatelo friggendo con olio di oliva, vi costerà un po’ di più ma manterrà le vostre arterie più “pulite”!